Nome botanico latino. Marrubium vulgare L.
Famiglia botanica. Labiate/Stachioidee/Marrubiee.
Significato del nome. Dall’ebraico mar = amaro e rob = succo, succo amaro. Secondo Linneo, deriva da Marruvium o Marrubium, l’antica capitale dei Marsi, oggi S. Benedetto dei Marsi (com. di Pescina), sulla riva orientale del Lago Fucino, dove, per il terreno paludoso, questa pianta era abbondante. Vulgare = volgare.
Sinonimi botanici. Marrubium germanicum Schrank. Marrubium album Black. Marrubium candidum Dod. L’etimologia album e candidum = per le corolle bianche (piuttosto bianco sporco).
Nomi internazionali. It.: Marrobio; Fr.: Marrube comun; Ingl.: White horehound; Ted.: Gemeiner andorn; Sp.: Marrubio.
Nomi dialettali italici. Marrubio, Marrupin, Robbio, Mentastro, Erba siderita, Erba apiola, Erba d’la rugneura, Marubj, Roumè, Trifolòn, Marobbi, Marrubie, Jerva riccia, Mendastra, Marruojo, Marruggi, Maruxia cunocchia, Marrugghiu vrancu, Alattuèra, Maruovula.
Distribuzione geografica. Cresce fra le macerie, ai margini delle strade, campi incolti, intorno alle case di campagna, ai piedi dei vecchi muri, in luoghi sassosi e aridi, dalla pianura sino alle zone montane dell’Europa meridionale, Africa settentrionale, Asia temperata, Canarie, Azzorre, America settentrionale. Perciò in Tripolitania ove si chiama volgarmente rubia, sul litorale. In Algeria e Marocco (chiamata merriyutz, mrriota-el-Gelb = pianta del fegato, in arabo) (non el Kelb = del cane). In Italia, sia nella penisola che nelle isole, è comune, nei luoghi che ho già nominato.
Descrizione botanica. Pianta erbacea perenne, cotonoso biancastra, alta 30-80 cm. Rizoma breve, biancastro, grosso, munito di radichette, ramificato. Numerosi cauli ascendenti o eretti, ramificati. Foglie opposte, picciuolate, orbicolari o ovato orbicolari, crenate ai bordi, cuneate o cordate alla base, rugose, ottuse all’apice. Fiori bianchi, piccoli, in glomeruli densi, distanti, disposti all’ascella delle stesse foglie. Calice con 10 nervature eguali, tuboloso, 10 denti patenti, sub-spinosi, acuti. Corolla col tubo curvato e con un anello peloso nella metà inferiore; lembo bilobato, il labbro superiore bilobato, eretto, l’inferiore piano, trifido, il mediano smarginato, più largo. Quattro stami, inclusi, didinami. Antere a 2 logge divergenti. Stilo ……. breve, bilobato. Alla sommità gli acheni sono ottusi.
Tempo della fioritura. Giugno-settembre.
Parti usate. Erba fiorita da maggio all’autunno.
Tempo balsamico o della raccolta. Come sopra, da maggio a settembre.
Corrispondenza astrologica. Vergine, Mercurio, Marte, Luna.
Composizione chimica. Marrubina (o marrubiina, un principio amaro), olio essenziale, saponina, tannino, colina, resina, glucosio, nitrato di potassio, lipidi, mucillagine, sostanze resinose, due sostanze amare non precisate, acido ursolico. Composizione non ancora del tutto studiata.
Azione farmacodinamica. Il Marrubio conosciuto dai sacerdoti egiziani, figurava tra le droghe usate nei sacrifici agli dei. Da costoro passò alla medicina greca antica. Questa pianta ha un’azione antiperiodica, antitossica, cardiotonica, colagoga, emmenagoga, fluidificante broncopolmonare, stomatica e tonica.
Applicazioni terapeutiche. Come tonico, pettorale e di grande azione depurativa, gode felice reputazione. Opera sulle vie respiratorie, ed in ciò somiglia alla terpina, perché provoca secrezione mucosa ed esercita un’azione antisettica. Agisce senza pericoli di congestione e infiammazione. Per questo, si usa nella broncoalveolite, edema da insufficienza circolatoria, ipotonia. Stimola l’appetito e promuove la funzione digestiva. Non c’è da temere azioni secondarie di congestione o infiammazione. E’ utile nell’amenorrea, anemia, anoressia, aritmia extrasistolica, asma umido, cirrosi biliare, clorosi, colangiti, diarrea biliare, febbre epatobiliare, ipotonia digestiva, itterizia, meteorismo, obesità, oligomenorrea, splenomegalia, tossinfezione alimentari, vomito gravidico. Per la sua azione di tonico amaro, viene usato per i tubercolotici, perché si oppone alla pullulazione dei germi, anche se non ha un’azione sul bacillo di Koch. Ad alta dose è purgativo. E’ un ottimo sedativo cardiaco, più o meno come il Biancospino, ricco di sostanze aminiche. Questa azione è dovuta alla colina e al nitrato di potassio che modificano la funzionalità cardio-vascolare.
Preparazioni e dosi.
Riassunto.
- Infuso: 15 gr. di fiori per 1000 d’acqua. Infuso 20 minuti. Bere 2-3 tazzine.
- Polvere: fiori gr. 4-8 al giorno in ostia.
- Estratto fluido (è un liquido bruno, di odore aromatico, gradevole, solubile in acqua e sciroppo, di sapore amaro stittico) 1-3 gr. al giorno (1 gr. = 37 gocce circa).
- Tintura: 20 gr. d’estratto fluido in 80 gr. d’alcool a 20°. Dose: gr. 5 pro dose.
- Sciroppo: estratto fluido di Marrubio gr. 5, sciroppo semplice gr. 95. Dosi: a cucchiai.
- Vino: 60 gr. di tutta la pianta secca in 1 litro di vino forte in macerazione per 8 giorni. Colare e bere da 100 a 150 gr. al giorno.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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