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LA SALUTE E LO SCOPO DELL’ESISTENZA
di Tommaso Palamidessi 

La vita, con le sue alterne vicende di benessere e di disagio, di gioia e di dolore, di salute e malattia, è un banco di prova, un tavolo di collaudo, per avviare la coscienza verso la perfezione fisica e morale. La vita è una scuola di santificazione ove le sofferenze per una cattiva salute sono l’ammonimento per rettificare il nostro modo di vivere, la nostra mentalità, e liberarci dal pesante condizionamento dell’atavismo, della costituzione fisica trasmessa dal ceppo ereditario. La vita è una palestra per raddrizzare la via che porta alla santificazione, e concede l’unione con Dio. Non a caso il Maestro Gesù dopo aver ridato ad alcuni credenti la salute, li avvertiva di non peccare più, appunto per evitare che nuove malattie peggiori sopravvenissero. Il peccare è una trasgressione alle leggi del mondo della materia e alle leggi del regno dello spirito. Spesso i malati di oggi sono i figli di genitori o i nipoti di nonni che disubbidirono alle leggi della Natura, e in questo caso lo stato di salute è condizionato dalla costituzione bio-chimica, che predispone a certi disturbi per tutta la vita. La malattia è un prezioso campanello di allarme per consentire la redenzione, e concedere alla coscienza il tempo di perfezionarsi e capire i suoi errori e ciò che deve fare per guadagnare le vie dell’evoluzione spirituale. I grandi istruttori morali dell’umanità hanno indicato il sentiero da percorrere, ma lo sforzo, sia pur sorretti dalla mano paterna di Dio, lo sforzo è nostro.

 

 

L’anima dell’uomo è il Tempio di Dio, ma l’anima ha bisogno di un efficiente e perfetto corpo fisico, capace di durare a lungo nel tempo. Anche se la morte è inseparabile dalla vita, non bisogna rassegnarsi mai a questo arrivo decisivo che segna la fine. Gli uomini vivono meno di quanto dovrebbero vivere, ed è per questo che medici e biologi di tutto il mondo cercano, pregano senza sosta, studiano e lottano per prevenire la vecchiaia precoce, si destreggiano in mille esperimenti per allontanare le cause determinanti di questo fatale crollo della struttura cellulare umana. Certo, la durata della vita è limitata, questo lo sappiamo. Ma se il Nibbio vive sino a 118 anni, l’aquila 104, il cigno ed il pappagallo 100 anni, un’oca 80 anni, un piccolo rettile fino a 300 ed un elefante arriva a 200 anni, non vedo perché l’uomo non debba vivere più a lungo della media attuale. Teofrasto Paracelso, Hahnemann, Alexis Carrela, Voronoff, Pende, Vannier, Bogomoletz e tanti altri sperimentatori hanno tentato le vie più disparate per ritardare e impedire la morte dell’uomo. Costoro hanno fatto molto, è vero, ma tanto cammino resta da percorrere in un settore poco conosciuto e di primo piano, intimamente legato alla salute, la malattia, la morte e la guarigione: l’astrologia. Chiunque, libero da preconcetti, indaga le posizioni astronomiche, così come si presentano al momento della morte di una persona, non può fare a meno di constatare, se le confronta con quelle del cielo di nascita (oroscopo), certe posizioni angolari fra i pianeti che sono sempre le stesse per la morte di ciascun individuo. Nella malattia vi sono ben precise coincidenze fra il moto delle stelle e la disposizione al momento della nascita di una persona. La malattia e la morte collimano a perfezione con alcune posizioni degli astri calcolabili con i normali metodi dell’astronomia. Queste posizioni per la natura delle loro vibrazioni modificano per mesi e mesi, e talora per lunghi anni, la struttura cellulare e la composizione biochimica dei tessuti, di alcuni organi finché provocano la catastrofe. Da questo punto di vista è interessante lo studio del neoplasma e della tubercolosi, come di alcune forme di nevrosi facilitate dal magnetismo del nostro sistema solare. In questo campo ho scritto parecchio, ma con scarsi risultati nei confronti di coloro che hanno la cultura ed i mezzi per svolgere un’ampia ricerca sulle influenze astrali e la salute dell’uomo. Sulla pista di Paracelso e con delle vedute mie personali ho condotto esperienze interessanti nel campo delle piante medicinali e dei minerali, preparando estratti e tinture in coincidenza di alcune fasi astronomiche, traendone farmaci potenti che ho sperimentato su me stesso. Sono così giunto alla conclusione che il regno vegetale e quello minerale racchiudono delle sorgenti di energie utili alla salute, ma il cui potenziale è condizionato dalle perturbazioni planetarie drenanti o paralizzanti i vari organi e piante. E’, perciò, mio proposito, esporre in questo volume e nella forma più semplice e pratica, come capire la causa e la natura dei propri e altrui disturbi e quali erbe medicinali scegliere per guarire. Ma lo ripeto ancora, lo studio dell’erboristeria, delle droghe o semplici senza tener conto dell’astrologia, è una grave imprudenza che Ippocrate e Paracelso non perdonerebbero mai. Se i raccoglitori ed i botanici specialisti di erbe medicinali sanno che la Belladonna ad esempio, ha delle differenze notevoli nel titolo degli alcaloidi nei diversi stadi di vegetazione, con massimi nel periodo della formazione dei boccioli fiorali, ed una caduta con la maturazione dei frutti, i cosmobiologi sanno che la Belladonna se viene raccolta quando il pianeta Mercurio, libero da aspetti dissonanti, ma in armonia con la Luna passa in Ascendente, o in 3°, 6° casa ha un potenziale ben maggiore: proprietà terapeutica che si esercita sul sistema nervoso cerebro-spinale e simpatico, con azione sul lato destro del corpo, proprio come risulta comportarsi Mercurio in astrologia. Non basta raccogliere la Belladonna alla fioritura e in primavera, l’esperto dovrebbe badare allo stato del cielo, e con tavole astronomiche alla mano, regolarsi quando Mercurio è nella posizione più sintonica con il vegetale e nella fase di potenziamento. Senza perdere il punto di vista della perfezione spirituale, impedita o ritardata da cause involontarie: debolezza corporale, insufficienza di rendimento fisico, malattie, influenza del clima, regime alimentare, influsso della terra e degli astri, proseguiamo in questo avvincente studio delle piante medicinali che tanto appassionò Salomone e che la Bibbia ricorda nell’Ecclesiastico XXXVIII,4: “L’Altissimo creò dalla terra i medicamenti, e l’uomo prudente non li sdegnerà”. E’ fuor di dubbio che per l’armonica ascesi non sono sufficienti la ginnastica dell’anima, il sostegno dei Sacramenti e l’azione attrattiva della Grazia, quali mezzi di liberazione dalle passioni terrene e dal peccato; è indispensabile la scoperta degli impedimenti corporali e sottoporre l’organismo ad un drenaggio (purificazione, catarsi) che rimuova le deficienze, le intossicazioni, gli impedimenti fisici che si ripercuotono sulla sfera spirituale dando così modo di utilizzare gli elementi favorevoli per la formazione dell’uomo nuovo. L’arte di star bene non è solo indispensabile a chi, della sua vita vuol farne una esperienza religiosa ad alto livello; l’arte di stare bene interessa tutti, perché la vita va vissuta bene, serena, felice, produttiva ed il più a lungo possibile per garantire il benessere alla propria famiglia, a se stessi ed al prossimo.

 

Tratto dalla Prefazione del
Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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