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Nome botanico latino. Gentiana Lutea L.
Famiglia botanica. Genzianacee/Genzianee.
Significato del nome. Genziana deriva dal re Gentius (Genzio) della Illiria che ne fu lo scopritore, a quanto attesta Dioscoride. Lutea dal latino: gialla, per il colore dei fiori.
Nomi internazionale. It.: Genziana maggiore. Fr.: Gentiane jaune. Ingl.: Yellow Gentian. Ted.: Gelber Enzian. Sp.: Gensiana.
Nomi dialettali. Genziana gialla, Giansana, Argianssana, Genzanica, Anziane, Jenzana, Cinziana, Genzana, Erva biunnina.
Descrizione botanica. Pianta erbacea perenne, glauca, alta 50-100 cm. Radice cilindrica, grossa, brunastra e coperta di squame all’esterno, carnosa, spugnosa e giallastra all’interno. Calice semplice, fistoloso ed eretto. Foglie opposte, intere con 5 nervature convergenti all’apice e longitudinali; grandi radicali, ellittiche, con picciuolo, le superiori e le mediane amplessicaule, sessili. Fiori peduncolati, in cime fascicolate disposte all’ascella delle foglie superiori. Calice gamosepalo, ovale, tubuloso, membranoso, inciso da un lato. Corolla gialla e regolare, profondamente divisa in 5-7-9 lobi stretti, lanceolati. Stami alterni-petali, concrescenti col tubo della corolla. Capsula acuminata, ovoidale, uniloculare. Semi compressi e ovali. Fiori gialli.
Dove si trova. Si trova nei pascoli montani (calcarei) dell’Europa centro-meridionale. Nelle vallate alpine italiane. In alcune regioni è scomparsa per l’irrazionale raccolta. Appennino (piemontese, pavese, centrale, campano, salernitano e calabrese). Sardegna (Gennargentu). Asia Minore.
Parti usate. La sola radice che si cava da terra in autunno, dal 2° anno, cadute le foglie oppure all’inizio della primavera. In commercio si trova tagliata per lungo o in rondelle; ha sapore dolcigno al primo assaggio, poi amaro, persistente. Forte odore aromatico. Essendo igroscopica, assorbe l’umidità dell’aria, perciò appena seccata si tiene in vasi ben chiusi.
Fioritura. Luglio-agosto.
Tempo balsamico. Settembre-ottobre o marzo-aprile.
Corrispondenza astrologica. Cancro, Leone, Vergine, Marte, Giove.
Composizione chimica. Sostanze amare glicosidiche amarogentina, genziina o genzioside, genziopicrina, genziamarina, genziacaulina; genzianina (alcaloide) gentisina e isogentisina (pigmenti); olio essenziale, tannino, acido gentisico o genzianico, sostanza grassa, pectina, maltosio, genziobiosio, arabinosio. L’acido genzianico è una sostanza gialla colorante insapora. Fermenti.
Azione farmacodinamica. Amara, analettica, antianemica, anti-itterica, antipiretica, antiscorbutica, carminativa, correttiva, diuretica, emocatartica, emopoietica, eupeptica, scialagoga, tonica, vermifuga.
Applicazioni terapeutiche. Acolia, aereocolia, anemia, anoressia, atonia gastroenterica, clorosi, convalescenza, dispepsia, elmintiasi, epatargia, epatomegalia, febbre epatica, febbri intermittenti, flatulenza, gotta, gotta viscerale, idropisia atonica, itterizia, linfatismo, pellagra, pirosi, polluzioni notturne, rachidite, scrofola, splenomegalia, tosse persistente. La genziopicrina ha dato prova di agire talora con più energia del chinino, in fatto di febbri di palude.
Preparazioni e dosi. Riassunto.
La radice secca è da preferirsi alla fresca, perché allo stato fresco contiene una essenza molto volatile, che può produrre nausea, vomito, stordimento, una specie di ebbrezza malinconica, sonno. In tal caso, all’apparire dei primi sintomi, si deve interrompere la cura.
Polvere di radice secca: 0,5-2-5 grammi in cartine o in pillole (per i bimbi gr. 0,20 per anno, in giornata).
Aceto: fare infondere un poco di questa radice secca per prenderlo a cucchiaini nelle malattie contagiose.
Infuso o macerazione nell’acqua o nel vino freddi, per quattro ore, in ragione di 3 grammi per tazza d’acqua. Passare il liquido prima di prenderlo.
Tintura (preparata con alcool a 70° al 1:5 di radice) 20-30-50 gocce prima del pranzo e della cena in 6-8 cucchiai d’acqua da sorbire a lungo nella giornata, per facilitare la digestione.
Vino: gr. 30 di radice di genziana, gr. 60 di alcool a 60°. Lasciare a macero per 24 ore in una bottiglia di vetro chiusa, aggiungere poi 1 litro di vino bianco del migliore. Macerazione per 10 giorni, scuotere sovente la bottiglia, e filtrare. E’ un eccellente aperitivo e digestivo preso a bicchierini prima e dopo i pasti.
Sciroppo: 50-100 grammi di radice secca (per i bimbi 10-30 grammi). Contro la stanchezza dei lunghi viaggi, negli svenimenti, la genziana è sempre utile.
Infuso caldo: radice secca gr. 15, acqua gr. 100, riposo 12 minuti. La radice dev’essere tritata. Bere 2-3 tazzine.
Controindicata. Pletore, diatesi emorragica.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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