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Nome botanico latino. Phytolacca americana L.
Famiglia botanica. Fitolacee.
Sinonimi botanici. Phytolacca decandra L. (decandra = per i 10 stami). Phytolacca vulgaris Dill.
Significato del nome. Dal greco fyton = pianta e lacca = lacca, colore; cioè allusione al succo di questa pianta che è rosso scuro. La parola lacca o lakka, proviene dall’arabo-persiano.
Nome internazionali. It.: Fitolacca. Fr.: Phytolaque commune. Ingl.: Crimsonberry. Ted.: Kermesbeer. Sp.: Grana encarnada.
Nomi dialettali. Amaranto del Perù (non si confonda con gli Amarantus della famiglia delle Amarentacee), Bella sombra, Erba cremesina, Erba di Spagna, Una nera, Uva selvatica, Uva turca, Uva Lacca, Uva dij mort, Uva roussa, Uva da tense, Uva di San Carlo, Ughetta, Vite di Noè, Vite di Spagna, Ua de coloris, Maranto, Chermes, Uvina, Pignatelle, Uva jola, Astutalumeri, Racineji, Cocciu, Racinedda turca, Axina de mrgiani, Belladonna d’Italia (che non si deve confondere con l’Atropa Belladonna L.). Questa denominazione ha dato modo di falsificare le foglie di Belladonna (Solanacee) con foglie della Fitolacca. Viene pure chiamata Sanguinella, falsa belladonna, russettu, sanguigni, racinedda da tingiri, ua canina.
Descrizione botanica. Pianta erbacea perenne, glabra, può essere alta anche 2 metri. Radice napiforme a fittone. Caule fistoloso, eretto, solcato, ramoso, sovente rossastro. Le foglie sono alterne, ovato lanceolate, senza stipole, acute, lievemente mucronate all’apice, con delle nervature di color rosso. Fiori biancastri o rosati, sessili, sistemati in racemi allungati opposti alle foglie; i pedicelli sono muniti di 3 brattee, la cui lunghezza rispetto ai fiori è di due volte. Il perianzio ha 5 divisioni petaloidi, embriciate. Dieci stami, sub-ipogini inseriti sopra un disco carnoso. Antere dorsofisse, introrse, biloculari. Dieci carpelli, alterni con stami sessili, uniloculari, uniovulati. Stilo subulato e che all’apice forma una curvosità. Stimmi 7-10. Il frutto (bacca) ombelicato, orbicolare, 10-loculare, è fatto a logge ideiscenti con 10 coste. I semi sono verticali con un embrione anulare e albume farinoso.
Dove si trova. Benché originaria dell’America settentrionale (Carolina, Virginia) si trova oggi in tutti i Paesi temperati d’Europa, inselvatichita nelle siepi, lungo le strade, luoghi rupestri, dal piano sino alle zone montane delle regioni temperate e calde della terra. Ne ho trovata anche in Piemonte, Veneto.
Parti usate. La radice.
Fioritura. Fra luglio e settembre.
Tempo balsamico. Aprile o novembre, altri dicono in inverno.
Corrispondenza astrologica. Toro, Venere, Urano e Giove.
Composizione chimica. Un glucoside amorfo, amaro, acre, somigliante alla saponina, ma assai più attivo. Un alcaloide, la fitolacchina o fitolaccina, acido fitolacchico, sostanze resinose e pectiche. Tannino, mucillagine, amido. Saponina e una materia colorante, rosso di cariofillina. Le bacche contengono 7,8% di estratto petroletereo costituito da un olio fisso e da un composto cristallino che si può definire colesterinosimile. Nei fusti, le foglie ed i frutti si è osservata la presenza di saponosidi. Nelle foglie ci sono degli steroli, ma mancano i flavonoidi, alcaloidi e tannini; la presenza di sostanze non ancora identificate, capaci di inibire la crescita dei virus.
Azione farmacodinamica. Antiluetico-atossica, emetica, emocatartica, purgativa, antireumatica, eccitatrice delle ghiandole.
Applicazioni terapeutiche. In piccole dosi accelera il flusso del sangue e per questo impedisce la formazione di riserve adipose e perciò serve contro l’obesità. Associata ad altre piante, può combattere l’adiposità pletorica. A dosi medie, eccita le glandole e quindi depura il sangue, specie nei reumatismi cronici. La Fitolacca è una droga utile nelle angine da infezioni spirillari, artrosifilide, dartri squamosi, eczema da scrofolosi, eruzioni cutanee, obesità, scrofola, sifilide. Depurativo quando è data alla dose di gr. 0,10, ma alla dose di grammi uno è emetico, con azione leggermente narcotica. I suoi sinergici sono l’Ipecacuana, valeriana e veratro. Antidoti: Atropina, digitale, oppio.
Preparazioni e dosi. Riassunto.
Decotto: radice gr. 10, acqua 1 litro, bollire 8 minuti. Bere 1-2 tazzine al giorno.
Estratto fluido: 0.050-0,50 grammi cioè 3-50 gocce secondo l’effetto che si vuole ottenere (1 gr. = 50 gocce).
Tintura: 20 gr. d’estratto in 80 gr. d’alcool a 50°. Dose: 10-30 gocce.
Come emetico si usa l’estratto fluido alla dose di gr. 0,6-1,2 pro dose.
Polvere: 0,050-0,3 gr.
Sciroppo: estratto fluido di fitolacca gr.5, sciroppo semplice gr. 95. Dosi: a cucchiaini.
Attenzione! E’ pianta velenosa. Rispettare la dose, e tenersi più in meno che in più, perché la tolleranza varia da individuo a individuo.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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