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CRESPINO

Nome botanico latino. Berberis vulgaris L.
Famiglia botanica. Berberidacee.
Nomi internazionali. It.: Crespino. Fr.: Berberis commun. Ingl.: Barberry. Ted.: Berberitze. Sp.: Berbero.

Descrizione botanica. Arbusto cespuglioso, alto da 1 a 2 metri. Radice giallastra, legnosa, strisciante. Fusti ramificati alla base, eretti, con scorza grigiastra; rami sottili, cinerini, gracili guarniti di spine a tre punte; corteccia grigiastra e legno giallo. Foglie alterne, ovate o oblungo-ovali, col margine brevemente dentato e spinescente, cigliate, lucide, coriacee, riunite a fascetti e picciuolo articolato alla base. Fiori gialli in grappoli ascellari, pendenti, brevemente peduncolati. Sei sepali. Sei petali, ottusi, bifidi alla sommità, con due glandole alla base, in verticilli. Sei stami, ipogini. I filamenti sono liberi. Le antere biloculari. Ovario ovoide, uniloculare. Stimma persistente, sessile. Bacca oblunga, rosso scarlatto, di sapore acidulo. Semi 1-3, oblunghi e bruni.


Dove si trova. Boschi, siepi, campi incolti, terreni argillo-calcarei, dal piano ai monti dell’Europa e del Caucaso. In Italia si trova sulle Alpi e Appennini.
Parti usate. La corteccia gialla dei rami giovani e la corteccia della radice, le foglie e i frutti.
Fioritura. Maggio-giugno. La maturazione dei frutti fra settembre e ottobre.
Tempo balsamico. La corteccia in novembre, le foglie durante maggio, i frutti fra settembre e ottobre, cioè alla maturazione.
Coltivazione e conservazione. Non conviene diffonderlo fra i cereali perché ospita la ruggine del grano. Riesce con facilità per seme, talea o innesto. Togliere la corteccia dei rami, mentre per quella della radice si deve tagliare la pianta ed estrarre la radice. Si toglie quando è fresca. I pezzi si essicano al sole. Imballo in sacchi. La resa è del 50%. Il Crespino è una pianta rustica, una volta attecchito, resiste bene a qualunque temperatura. I suoi frutti sono più dolci e meno acidi se la coltivazione è esposta al sole. Per evitare il fungo del grano “ruggine”, è bene coltivare il Crespino solo in montagna, lontano dai seminati, nelle macchie.

Composizione chimica.

Corteccia: berberina, oxiacantina, berbamina, palmatina, berberubina, iatrozzizina, columbamina (alcaloidi), olio essenziale, resina, zucchero, mucillagine, tannino, pectina.
Foglie: berberina, (alcaloide), acidi citrico e malico, zucchero, gomma, pectina, acido tartarico.

Azioni farmacodinamiche.
Corteccia: amara, antitermica, colagoga, diuretica, eupeptica, litontritica biliare, purgativa.
Foglie: antiscorbutica, astringente, diuretica.
Frutti: antisettica, antitermica.

Nell’insieme il Crespino è tonico, stimolante del fegato, antiperiodico e febbrifugo. Ha pure delle proprietà vaso-costrittive, e per questo conviene nelle emorragie viscerali e uterine. Per prevenire le emorragie si deve usare per parecchie settimane. A causa del suo potere alterante si usa nella scrofola. A dosi elevate diventa un drastico. Associato all’Enula campana, cura il morfinismo.

Applicazioni terapeutiche.
Corteccia: Anoressia, cistalgia da litiasi, dissenteria, dispepsia cronica, epatomegalia, ipertrofia epatica, ipocolia, itterizia, litiasi biliare e renale, nefralgia, stipsi.
Foglie: Angina, dissenteria, gengivite, idropisia, scorbuto.
Frutti: bronchite, diarrea, enterite, febbre da dissenteria o tifoidea, uretrite.

Preparazioni e dosi.
Radice in decotto: gr. 3, acqua 100, ebollizione 8 minuti. Bere 2-3 tazze.
Estratto fluido 1-3 gr.
Polvere 2-4 gr.
Tintura 1-2 gr.
Frutti: Succo 25-80 gr.
Sciroppo 50-100 gr.
Foglie in infuso gr.5, riposo 20 minuti, in 100 grammi d’acqua, bere 2-3 tazze.
Uso esterno, come gargarismi e frizioni alle gengive contro la piorrea il decotto della corteccia e radice al 5-8%.

Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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