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CIPRESSO

Nome botanico latino. Cupréssus sempervìrens Linneo.
Famiglia botanica. Conifere.
Sinonimi botanici. Cupressus Fastigata Dc.
Significato del nome. Cupressus nome latino che deriva dal greco Kuparissos, da Kipros, Cipro (isola) e da Kuparissos, il giovinetto che venne mutato in cipresso. La leggenda mitologica vuole che Ciparisso per sbaglio uccise un cerbiatto, amorosamente allevato da lui stesso e per il dispiacere, si suicidò. Per questo il Cipresso è il simbolo della morte. Sempervirens = sempre verde.
Nomi internazionali. It.: Cipresso. Fr.: Cyprés toujours vert. Ingl.: Evergreen-Cypress. Ted.: Immergrune-Zypresse. Sp.: Ciprés.
Nomi dialettali. Accipresso, Arcipresso, Sipressu, Supressu, Ciprés, Ulmu, Siprité, Pianta de cap sant, Ziprés, Pigno, Zipresso, Anzipresso, Cepriesso, Cipriessico, Nicipersu, Cipriessu, Arcipressu.

Descrizione botanica. E’ un grande albero sempreverde alto 15-25 m. Portamento strettamente piramidale con cima affusolata. Ramuli irregolari arrotondati, di odore resinoso, sottili e corti. Foglie piccole, ovali, squamiformi, embricate, molto appressate al ramulo. Fiori maschili giallo rosati o violetti. Galbuli di 2-4 cm. dapprima di colore grigio-verdastro, poi grigio scuro, con 8-14 squame munite di una piccola punta. Semi di 4-6 mm., mucronati, ovali. Questa conifera è il Cipresso comune.


Dove si trova. Coltivato nei cimiteri, parchi, ville, è un albero che si trova ovunque, ma essendo originario dell’Asia occidentale, naturalizzato nell’Europa orientale, predilige le regioni mediterranee, l’India, dal piano ai colli.
Parti usate. I frutti, i rami giovani e le foglie.
Fioritura. Aprile-maggio. I frutti, chiamati coccole, o coni oppure galbuli, maturano in luglio-agosto.
Tempo balsamico. Le foglie e i rami in agosto-settembre; i frutti si raccolgono verdi e carnosi.

Composizione chimica. Un olio essenziale costituito da pinene, cadinene, silvestrene, cimene, camfene, canfora di cipresso, acido valerianico, terpinolo, un cetone e acido tannico.
Azione farmacodinamica. Antipiretica, antisettica, astringente, costrittrice sui vasi periferici, sudorifera, vulneraria. Astringente stomachico e intestinale.
Applicazioni terapeutiche. Disturbi della menopausa, diarrea, dissenteria, emorragie passive, emorroidi, (dato che il Cipresso è un ottimo vasocostrittore nelle affezioni del sistema venoso), febbri intermittenti, gonorrea, leucorrea, metrorragia, odontalgia, prolasso intestinale, tosse asinina, varici. Enuresi notturna, date le sue proprietà tonico vescicali.

Preparazioni e dosi.
Riassunto.

Uso interno:

decotto delle foglie o rami, gr. 2, acqua 100 gr., ebollizione 10 minuti. Dose: 2-3 tazzine al giorno.
Estratto molle acquoso di noci di cipresso (1 parte = 10 parti della droga circa). Dose: XX-XL gocce prima dei pasti pro dose.
Estratto fluido (gr. 1 = XXXV gocce). Dosi: XX-XL gocce pro dose prima dei pasti.
Tintura: 40-100 gocce al giorno.
La scorza dei rami giovani: 25-50 gr., bollita in 1 litro d’acqua, ha un’azione sudorifera e diuretica in alto grado e perciò libera dal reumatismo cronico e da tutte le sue conseguenze. Questo stesso decotto è febbrifugo, ed una tazza abbondante sul principio dell’accesso stronca anche le febbri intermittenti.

Uso esterno:

infuso di foglie al 10%, riposo 10 m. per impacchi o lavande.
Tintura o estratto fluido al 5% in soluzione acquosa.
Estratto molle: 0,15-0,20% in pomata o supposte.
Il decotto di foglie per irrigazioni vaginali libera dalla leucorrea. Un infuso prolungato di foglie in alcool, diluito in poca acqua è detergente e cicatrizzante come lavanda.

Osservazioni per la cura delle malattie.

Il dott. Leclerc ha trovato i frutti di cipresso dotati di un’azione identica e talora superiore a quella dell’Hamamaelis virginica, come medicamento vasocostrittore di grande efficacia sul sistema venoso. Infatti ha ottenuto risultati sorprendenti nelle varici, disturbi della menopausa, le metrorragie, dovute sia ad un semplice stato congestizio, come pure alla degenerazione mio-fibromatosa e sclerosa dell’utero. Le noci di cipresso arrivano ad abbassare i noduli emorroidari, a migliorare il dolore e il tenesmo, diminuendo il flusso sanguigno sino a farlo cessare. Il dott. Chomel parla di aver guarito febbri quartane ostinate con polvere del frutto infusa nel vino bianco, alla stessa dose della china. Nel secolo XVI, il Mattioli suggeriva i galbuli cotti nell’aceto per calmare il mal di denti, tenendo in bocca questo decotto. La loro cenere per impedire la caduta dei capelli, è un rimedio incorporata con olio di mirto. Il loro decotto, bevuto per lungo tempo, asserisce il Mattioli, ha dato risultati contro le ernie intestinali, specialmente, applicandovi sopra ben legate le foglie di cipresso tritate e fresche. Ippocrate dal canto suo, loda le proprietà astringenti dei frutti di Cipresso contro il prolasso intestinale, accompagnato anche da perdita di sangue. Si arrivò così a curare le emorroidi fomentando la parte malata, l’ano, con i vapori di acqua in cui avevano bollito le coccole ed i rami, e bevendo anche il decotto e la polvere insieme ai cibi.
Usato internamente ed esternamente il Cipresso sembra avere delle proprietà anticancerose, specialmente per le forme esterne.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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