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Nome botanico latino. Anthriscus cerefolium Hoffm.
Famiglia botanica. Ombrellifere.
Significato del nome. Dal greco anthriscos, da anthos: fiore e rhyschos: di siepe; allusione ad una specie di Cerfoglio selvatico.
Nomi internazionali. It.: Cerfoglio. Fr.: Anthrisque Cerfeuil. Ingl.: Chervil. Ted.: Garten-kerbel. Sp.: Cerefolio.
Nomi dialettali. Cerefoglio, cerfuglio, perifoglio, mescolanza, mirride cicutata, cerfojèt, terfòja, serfòj, erba stella, Serpilio, armisdanza, cerfuèi, cerefùone, cefuojje, celafiori, cerefuoglio, pedi di cunigghiu, cirfuegghiu.
Descrizione botanica. Pianta annua erbacea, alta 30-80 cm., aromatica, pubescente. Radice rossastra a fittone, sub-cilindrica, fornita di numerose fibre. Caule eretto, ramoso, striato, pubescente al di sopra dei nodi. Le foglie sono di un verde pallido, alterne, con nervature pelose; le foglie inferiori sono lungamente picciuolate, tripennatosette, dai segmenti pennatifidi e le superiori sessili. Fiori bianchi, riuniti in ombrelle brevemente peduncolate o sessili, in opposizione alle foglie, costituite di 3-5 raggi pubescenti. L’involucro è bratteale obliterato. Involucretto unilaterale di 1-3 bratteole lineari, cigliate. Cinque petali, emarginati, obovali, con una lacinia inflessa. Frutto oblungo-ovoide, lucido, liscio, prolungato come un becco cilindrico fornito di 10 coste, più corto del seme profondamente scanalato.
Dove si trova. Fu introdotta dall’Asia occidentale, coltivata, e sovente rinselvatichita in Europa. Essa è spontanea in Asia Minore, in Russia, Africa settentrionale, America settentrionale e meridionale, Nuova Zelanda. In Italia si trova qua e là dal mare al piano submontano.
Parti usate. La pianta intera, senza la radice e, allo stato fresco.
Fioritura. Da aprile a giugno.
Tempo balsamico. Quando comincia la fioritura.
Composizione chimica. Nelle sue parti verdi contiene un olio etereo, un principio amaro, un glucoside detto apiina, gomma, pectina, lipidi, vitamine A, C. Anche nei semi è stato trovato un olio etereo (0.27:100), con metilchavicolo, ed un olio grasso (13:100).
Applicazioni terapeutiche. Acolia, adenite, apepsia, ascessi glandolari, clorosi, dermatosi da disfunzione gastrica, emorroidi, idremia, idropisia addominale, insufficienza biliare, ipotonia gastrica, linfagite, mirmecia, pletora, ritenzione urinaria. Usatissima dalla “Scuola Salernitana”, i suoi semi erano prescritti contro la scrofola, la tubercolosi e gli eczemi cronici. Del Cerfoglio vengono usati il succo fresco o l’infuso ottenuto versando acqua bollente sulle foglie fresche, per ottenere cure depurative primaverili, come rimedio contro le emorroidi, come diuretico, i disturbi funzionali degli organi del bacino (anche in fase pubere), le deficienze di funzionalità ghiandolare in generale. Gli impacchi di foglie fresche si usano bollite contro le nodosità della ghiandola mammaria, le tumefazioni ghiandolari, anche quando sembra che possano fermare la portata del latte. Questi impiastri giovano ai tofi gottosi. Con il Cerfoglio si prepara un collirio contro le congiuntiviti. Ha pure proprietà antidiabetiche.
Preparazioni e dosi. Riassunto.
Succo fresco: 10-125 gr.
Infuso: gr. 5, acqua bollente gr.100, infusione 25 minuti. Bere 2-3 tazze.
Decotto: 8%, ebollizione 10 minuti, per lozioni, fomenti.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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