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CARVI

Nome botanico latino. Carum carvi L.
Famiglia botanica. Ombrellifere.
Significato del nome. Dal greco karon, nome della pianta perché cresceva in Caria, nell’Asia Minore.
Nomi internazionali. Fr.: Carvi. Ingl.: Caraway. Ted.: Kummel. Sp.: Caro.

Descrizione botanica. Pianta erbacea, bienne, spontanea o coltivata di colore verde gaio, alta 20-70 cm., glabra. Radice fusiforme, carnosa e lungamente ramificata; foglie glabre bipennate; fiori bianchi disposti a ombrelli ritti; frutti oblunghi, rigati, compressi, aromatici.


Dove si trova. Tutta l’Europa e l’Asia settentrionale, l’Africa, Persia settentrionale, Himalaia, Marocco. Lungo le strade di campagna, prati magri, campi incolti, boschi di preferenza su terreno calcareo dal piano ai monti.
Parti usate. Frutti o semi.
Fioritura. Maggio-luglio.
Tempo balsamico. Settembre, fino a maturità.
Corrispondenza astrologica. Marte, Mercurio, Cancro.

Composizione chimica. L’olio essenziale racchiuso nei semi contiene il 60 % di Carvone di sapore particolare, 20% di limonene e altri componenti: carveolo, idrocarvone, carvone, idrocarveolo (alcool), tannino, mucillagine, olio fisso, resina, amido.
Azione farmacodinamica: somiglia all’Anice: galattogeno, aperitivo, antiputrido, regolatore della funzione mestruale. L’essenza di carvi è antispasmodica, carminativa, stomachica e facilita la formazione del latte. Usata esternamente è rubefacente. Favorisce la diuresi e disseta.
Applicazioni terapeutiche. Aumenta la secrezione delle ghiandole mammarie, quindi è contro l’ipogalattia. Stimola l’appetito. Cura i catarri dello stomaco e dello intestino. Dolori delle mestruazioni e coliche uterine. Utile per combattere le fermentazioni e putrefazioni dell’intestino. Calma i dolori del ventre. Nel parto favorisce le contrazioni uterine. Riepilogando il Carvi serve nell’aerofagia, alito cattivo, amenorrea, atonia gastrica, cefalea da bradispepsia, dismenorrea, dispepsia flatulenta, flatulenza spastica, iperdipsia, ipocondria, malinconia, meteorismo.

Preparazioni e dosi: in modo empirico, internamente in infuso. Mezzo cucchiaino di semi per tazze di acqua bollente. Tre o quattro a giorno lontane fa loro.. Modo rigoroso: infuso di 3 grammi ogni 100 d’acqua bollente. Infusione 30 minuti. 2-3 tazze.
Decotto al 5%, bollire 2 minuti, riposo 15. 2-3 tazzine.
Tintura: 1-5 grammi.
Vino 20-80 gr.
Sciroppo a cucchiai.
Uso esterno: antisettico, parassiticida, decotto al 5-10 %.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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