| CARCIOFO |
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Nome botanico latino. Cynara scòlimus L. Descrizione botanica. Il Carciofo è una pianta alta 80-150 cm., erbacea vivace. Radice rizomatosa, fibrosa, grossa, lunga. Caule robusto, eretto, solcato, carnoso e pieno. Foglie alterne, pennatosette, grandi, le superiori pennatifide o sinuate o indivise; nella pagina inferiore bianco-tomentose, superiormente un po’ vellutate. Fiori di colore blu-violetto, riuniti in un capolino terminale, grande. Brattee involucrali esterne ovali, smarginate o mucronate alla sommità, ma carnose alla base. Corolla epigina con 5 lobi. Sul tubo della corolla vi sono inseriti 5 stami. Antere introrse, coerenti nel tubo che terminano con un’appendice ottusa. Filamenti liberi, papillacei. Ovario infero, uniovulato, uniloculare. Stilo filiforme, che termina in nodo. Acheni compressi, obovati.
Composizione chimica. Cinarina, (principio acido amaro), inulina, tannino, zucchero, degli enzimi (inulasi, invertasi, ossidasi, cinarasi, proteasi), cinaroside e scolinoside (sostanze dette flavoniche), acido clorogenico, caffeico, pectina, sali di potassio, calcio, magnesio e sodio, una materia colorante verde, tracce di manganese, zinco, ferro.
Preparazioni e dosi. Riassunto. Decotto: le foglie una manciata (le più giovani, se possibile) di carciofo, per un litro d’acqua. Fare bollire per un’ora, aggiungendo la quantità di acqua che evapora nel corso della cottura. Non mettere zucchero. Bere 3 tazze al giorno, prima di pranzo e di cena e di colazione. Risolve le epatiti, i disturbi della cistifellea (colecisti). Questo amaro rischiara la pelle, ridona l’appetito, stimola i reni a eliminare le tossine accumulate nell’organismo. Si può anche ricorrere alla forma degli estratti, come vedremo. Decotto di radici: radici di carciofo gr. 30, 1 litro d’acqua. Regolarsi come per il decotto di foglie. Questo tipo di decotto è indicato nella gotta, artritismo, ma bisogna continuare la cura per 2-3 settimane per vedere scomparire i dolori, vertigini e formicolii.
Le foglie fresche o secche, macerate nel vino bianco offrono una bibita diuretica, utile nell’itterizia, idropisie, ingorghi di ventre. Si può anche usare il sugo spremuto dalle foglie e dai fusti, mescolato a metà con del buon vino bianco. I fiori coagulano il latte. Se l’individuo ha lo stomaco forte, può vincere le diarree ostinate con il mangiare per qualche giorno da 4 a 6 carciofi crudi ogni giorno, soli o con sale, olio e pepe, Chi ha lo stomaco delicato trova il carciofo indigesto (parlo del carciofo commestibile). Prima del chinino si usavano della radice, fusto e foglie contro la malaria e le febbri intermittenti.
Estratto fluido per tintura: (gr. 1 = XLIX gocce). Dosi: gr. 0,5-2 pro dose, 2-3 volte nel corso delle 24 ore. L’estratto secco si può anche iniettare. di Tommaso Palamidessi
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