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ANSERINA


Nome botanico latino. Potentilla anserina L.
Famiglia botanica. Rosacee.
Nomi internazionali. It.: Anserina. Fr.: Ansérine. Ingl.: Silverweed. Ted.: Ganse Fingerkraut. Sp.: Argentina.

Descrizione botanica. Pianta erbacea, perenne, con rami striscianti a guisa di stoloni (mettono spesso radici dai nodi), gracili, da cui nascono le foglie e i peduncoli fioriferi. Le foglie, con breve picciolo, sono composte di 15-25 foglioline ovali-allungate, verdi sopra, setoso-argentate di sotto (talora anche sopra), con denti acuti sui margini. Le stipole dell’asse sono più volte divise. I fiori, di un bel giallo dorato, grandi (2 centimetri di diametro) sono solitari in cima di lunghi peduncoli; hanno un calicetto di cinque lobi, lunghi quanto i 5 sepali del calice, una corolla di 5 petali obovati, 2 volte più lunghi del calice, molti stami e molti pistilli, che danno origine ad altrettanti acheni reniformi situati sopra il ricettacolo rilevato. (tratto dall’Antonelli pag. 380)


Dove si trova. Nei terreni calcareo-argillosi, fossi umidi, lungo le riviere, ai margini delle strade, presso i laghi, dalla pianura alle zone montane superiori dell’Europa, Asia occidentale, Russia, Persia settentrionale, Himalaia, Giappone, Cina, Manciuria, America settentrionale e meridionale, Nuova Zelanda.
Parti usate. L’intera pianta.
Fioritura. Giugno-agosto. Fiori giallo-dorati.
Tempo balsamico. Luglio.

Composizione chimica. Tannino, tormentolo, gomma, resina, acido chinovico, chinovina, amido, acidi gallico ed ellagico, glucosio, ossalato di calcio.
Azione farmacodinamica.
Via interna: antitermica, astringente, diuretica, spasmolitica.
Via esterna: antinevralgica, emostatica.
Applicazioni terapeutiche.
Via interna: Cistospasmo, colica gastrica, diarrea, dissenteria, dolori intercostali, emottisi, enterospasmo, leucorrea, litiasi vescicale, nefralgia, plessalgia, tenesmo vescicale.
Via esterna: escoriazioni, ferite, gengivite, odontalgia, odontorragia, postite, ulcera vulvare.

Preparazioni e dosi.

Decotto: 3 grammi di tutta la pianta per 100 grammi di acqua. Bollire 10 minuti. Colare e bere 2-4 tazzine al giorno oppure 1 cucchiaio ogni 30-60 minuti; per compresse, siringhe, lavande, si usa il decotto con grammi 8 della pianta per 100 gr. di acqua. L’ebollizione deve durare 10 minuti.

Polvere: da 1 a 5 grammi al giorno.

Tintura: 2-3 volte al giorno, da 30 a 50 gocce in poca acqua.

Estratto fluido: da 1 a 3 grammi.
Vino: 25-75 grammi.

Nella medicina popolare.
E’ opinione popolare che l’Anserina sia un buon astringente contro la leucorrea, cioè le perdite bianche della donna, le emorragie, la diarrea, la dissenteria, trascorso il periodo d’infiammazione. I medici naturisti la ritengono diuretica e per eliminare i calcoli vescicali. Il Mattioli la usava nei vomiti sanguigni facendola bere come decotto; nelle coliche intestinali si è trovato ottimo il vino nel quale si sia decotta l’Anserina. Le ferite si chiudono presto, le ulcere si sanano, in particolare quelle dei genitali, ricorrendo alla polvere o al decotto. I Gargarismi del suo decotto in aceto riaffermano i denti mobili, le gengive rilasciate e calmano anche il dolore dei denti. Questa pianta fresca legata sotto la pianta dei piedi e sulle palme delle mani spegne il calore di qualunque tipo di febbre. Il popolo con ragione l’ha chiamata l’erba dei crampi. L’abbate Kneipp l’ha trovata sempre efficacissima in tutte le specie di crampi (bocca, intestini, stomaco), facendone bollire nel latte per 5-6 minuti un buon pizzico, passato attraverso la tela e somministrato molto caldo. L’effetto è migliore se contemporaneamente si mette sulla parte malata un panno piegato più volte e immerso, inzuppato nel suo decotto caldissimo. Il Kneipp ha usato la Potentilla Anserina anche nel tetano che, come sappiamo, dà delle violente contrazioni muscolari. Metteva subito sul punto ove il bacillo del tetano era penetrato, della compresse di decotto di fiori di fieno assai calde, al massimo della sopportabilità, rinnovandole più volte al giorno; eliminava l’infezione dall’organismo, provocando una intensa sudorazione con la sua famosa idroterapia. Dava da bere al malato del latte bollito con semi di finocchio, e ogni 45 minuti 3-4 cucchiai di thè di anserina. Questa pianta si può adoperare secca o fresca.

Per riepilogare:
crampi di stomaco-crampi intestinali-leucorrea-diarrea-dissenteria, somministrare l’infuso fatto con 60 gr della pianta in un litro di acqua bollente.
Nelle gengive rilasciate-denti traballanti, sciacqui con un colluttorio di mezzo litro di aceto nel quale per alcuni minuti si siano fatti bollire 25 grammi di Anserina.
Per le piaghe-ferite-ulceri lavare le parti ammalate con decotto composto di 50-80 grammi della pianta e un litro d’acqua, tenuto sul fuoco dieci minuti.
 

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 


 
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