close

Avvertenze

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni, né a consigli medici, né a terapie sanitarie.

Le ricette fornite su Erboristeria e Medicina sono di natura generale, a scopo puramente divulgativo e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato.

Qualora si intendesse utilizzare una ricetta tra quelle contenute nel sito si raccomanda di consultarsi prima con personale sanitario (il proprio medico di base).

Comunque  gli amministratori del sito si esonerano da ogni responsabilità riguardo all'assunzione delle ricette riportate ripetendo che la pubblicazione delle suddette su supporto informatico ha il solo ed unico  fine di diffondere l'opera di Tommaso Palamidessi .


Top Panel
Avvertenze
Top Panel
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e divulgativo dell'opera di Tommaso Palamidessi: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze
ANICE

Nome botanico latino: Pimpinella anisum.
Famiglia botanica: Ombrellifere
Significato del nome: Dal greco aniemi = scacciare (i gas e i vermi).
Nomi internazionali. It.: Anice verde. Fr.: Anis vert. Ingl.: Anise. Td.: Anis, Brotsamen. Sp.: Anis o Aniz.

Descrizione botanica. Questa pianta ha un fusto slanciato, cilindrico, alto dai 30 ai 50 centimetri, striato nella direzione della lunghezza. Le foglie aperte a ventaglio, sono suddivise in tre verso la base, assottigliandosi e ramificandosi man mano che si avvicinano al vertice. I fiori sono disposti a ciuffetti di 8-10-12 e fioriscono nella stagione estiva simili ognuno a un grosso ombrello bianco. I frutti ovoidali, piccoli, duri, striati, con semi dolciastri, fitti, aromatici, abbinati a due a due e di color grigio verdognolo, maturano in agosto. La radice a forma di fuso, fibrosa, è bianchissima.


Dove si trova. Cresce spontaneamente in Spagna, Turchia, Egitto e, da noi, in Sicilia. Viene coltivata come pianta medicinale nelle zone costiere e collinose, nelle zone calde mediterranee. Essa è originaria del Giappone e della Cina.
Parti usate. I frutti, cioè i semi. Essi si raccolgono con le pianticelle d’anice in agosto, si essiccano all’ombra e si battono per far cadere, staccare tutti i semi. Successivamente questi frutti vengono sgranati e setacciati per ottenere dei semi puliti, cioè mondati, che si conservano pronti per l’uso in un barattolo di vetro. Si conservano a lungo.
Fioritura. Luglio.
Tempo balsamico. Agosto, sino alla maturità.

Composizione chimica. Pentosano, olio fisso, furfurolo, zucchero, gomma, amido, resina, colina, pectina, ossalato di calcio, mucillagine, acido stearico, clorofilla, un olio essenziale che contiene anetolo, metilcavicolo, carvacrolo, acido anisico, chetono anisico, aldeide anisica, cimene.
Azione farmacodinamica. Analettica, antiputrida, aromatizzante, carminativa, diuretica, galattogena, sedativa, stimolante generale.
Applicazioni terapeutiche. Aereogastria, asma umida, bradipepsia, bronchite cronica, cefalea da dispepsia, insonnia da dispepsia nervosa, ipogalattia, meteorismo, nevrosi gastrica, putrefazioni intestinali, sonnolenza da meteorismi, spasmi gastrointestinali su base dispeptica, vertigini da dispepsia flatulenta.

Preparazioni e dosi. Riassunto.

Infuso dei semi 10 gr. per 100 d’acqua bollente. Riposo 60 minuti: 2-3 tazzine al giorno.
Polvere in ostia: 1 sino a 4 grammi.
Estratto fluido: 1-3 grammi (1 gr. = 45-50 gocce).
Tintura: 20 gr. d’estratto in 80 gr. d’alcool a 70°, oppure 20 gr. di semi in 100 gr. d’alcool a 80°: come stimolante dell’appetito 1-2 cucchiaini per pasto.

Per uso esterno: per uccidere piattole e pidocchi si mescolano 50 grammi d’alcool e 50 gr. d’olio puro d’anice per ungere le parti 2 o 3 volte al giorno.

Cura delle malattie:

Digestivo: gr. 10 di semi d’anice in mezzo litro d’acqua bollente. Riposo 10 minuti e si filtra con cura. Se ne beve una tazzina molto calda, dopo ogni pasto. Libera e calma intestini e stomaco quando sono rigonfi d’aria, e quando tali disturbi hanno prodotto malessere e cardiopalmo. Poiché l’anice mette in fuga i gas (sua virtù fondamentale), viene chiamato carminativo.

Per calmare i nervi e il riposo notturno: infuso di 10 gr. di semi di anice mondati in gr. 500 d’acqua bollente. Riposo 10 minuti. Filtrare, una tazzina ben calda la sera dopo il pasto.

Gastralgie, dispepsie, coliche da meteorismo, dolori di pancia dei bambini: come sopra, stesso infuso. Oppure un vino fatto con gr. 120 di semi d’anice, gr. 120 di semi di finocchio, gr. 240 di radice di liquirizia sminuzzata, 1 litro di vino bianco. Si lascia a macero nel vino per 9 giorni, poi si filtra. Un cucchiaio prima e due cucchiai dopo ogni pasto principale.

Vomito, alito cattivo, singhiozzo: la stessa formula di cui sopra (vino di anice, finocchio e liquirizia), L’alito cattivo si combatte pure con l’infuso di gr. 50 di semi di anice in mezzo litro d’acqua. Si lascia macerare per 10-15 minuti, poi si filtra. Tre tazzine bevute tiepide al giorno.

Antiasmatico: l’attacco d’asma si riempia una pipa di semi di anice in abbondante numero, si accende e si fuma aspirando profondamente. Il sollievo sarà rapido.
Scarsa o mancata secrezione lattea delle nutrici: gr. 100 di semi d’anice in 1 litro d’acqua bollente. Riposo 10 minuti e colare. Si beve a tazzine nella giornata per aumentare la secrezione lattea delle nutrici.

Astenia (mancanza di forze): si prepara un elisir con 150 gr. di semi di anice, gr. 350 di semi di finocchio, 2 litri di vino bianco finissimo o marsala. Dopo 10 giorni di macerazione in un recipiente coperto, si filtra e si conserva in bottiglia di vetro ben tappata. 2-3 cucchiai prima di ogni pasto.

Per mangiare d’appetito e ben digerire: uno squisito liquore si prepara con gr. 40 di semi d’anice, gr. 1 di cannella, gr. 500 di zucchero, 1 litro d’alcool a 95°, 1 litro d’acqua. Si fa macerare il tutto per 35-40 giorni, si filtra e si conserva in una bottiglia di vetro ben chiusa. Si centellina dopo i pasti alla dose di un normale liquore.

Tosse ostinata: un tè pettorale si fa con gr. 2 di semi d’anice, gr. 2 di radice di liquirizia, gr. 2 di radice d’altea, gr. 2 di radice d’ireos. Tritare e mescolare bene le erbe che vanno conservate in un vaso di vetro chiuso. Un pizzico di questo tè in una tazza di acqua bollente, lasciandolo riposare 10 minuti e dolcificandolo con miele, è un ottimo calmante delle tossi ostinate e ribelli.

Tintura eupeptica, per mangiare con appetito e digerire bene: gr. 2 di semi d’anice, gr. 4 di corteccia d’arancia, gra. 10 di radice di genziana tritata, gr. 100 d’alcool a 45°. Macerazione 10 giorni. Filtrare, spremendo il tutto. Si conserva in una bottiglia ben chiusa. Dosi: 10-15 gocce di questa tintura eupeptica in un cucchiaio di vero vermouth o acqua.
 

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 


 
< Prec.   Pros. >