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VILUCCHIO

Nome botanico latino. Convolvolus arvensis L.
Famiglia botanica. Convolvolacee.
Significato del nome. Dal latino convolvere: avvolgere attorno; in riferimento alla tendenza del fusto.
Nomi internazionali. Fr.: Liseron des champs; Ingl.: Bindweed; Ted.: Acker-Winde; Sp.: Campanilla silvestre.

Distribuzione geografica. Cresce dal mare alla zona montana fra le siepi, campi, terreni incolti, ai margini delle strade nelle regioni temperate dei due emisferi eccetto l’Australia.

Descrizione botanica. Erbacea perenne, alta 15-80 cm., glabra, radice profonda, strisciante, sottile e con fusti cespugliosi, prostrati o volubili, striato angolosi. Le foglie sono sovente unilaterali, saettiformi piccole o astate. I peduncoli fiorali come le foglie sono lunghi, con uno o due fiori con brattee piccole discoste dai fiori. Fiori campanulati bianchi o rosa. I frutti, cioè i semi, con capsula globosa, pochi, mucillaginosi.
Tempo della fioritura. Giugno-settembre.


Parti usate. Le foglie e le radici (rizoma).
Tempo balsamico o della raccolta. Aprile-maggio.

Composizione chimica. La radice e le parti verdi del Vilucchio racchiudono un glucoside resinoso (convolvolina) purgativo simile a quello della Scammonea, ma di solubilità più lenta nei mezzi alcalini come il succo pancreatico e la saliva e quindi pur serbando inalterata la proprietà purgativa il sapore è meno irritante e meno acre. Il contenuto di questo principio attivo è del 5%. Le foglie sono più ricche in tannino, ma contengono meno resina. Radice e parti verdi contengono del tannino. La radice ha amido e zuccheri cristalizzabili. Dicono che il vilucchio non contiene alcaloidi.
Azione farmacodinamica. Lassativo; stimolante della bile (colagogo); tonico della digestione. Tutte le parti del Vilucchio, radici, foglie, fiori, semi, ma in special modo le radici, sono purgative e colagoghe; oltre ad aumentare la peristalsi dell’intestino tenue estende la sua attività all’intestino crasso. E’ un rimedio come febbrifugo contro le febbri putride e biliose. All’esterno si utilizza la pianta intera contusa per maturare gli ascessi e i foruncoli.
Applicazioni terapeutiche. Infiammazione e congestione del fegato, perturbazioni della secrezione della bile, come nel caso dell’itterizia e calcoli della vescichetta biliare. Regolando la digestione intestinale, combatte la stitichezza. E’ consigliabile anche ai bambini perché non è sgradevole e non produce irritazione. Insomma è un buon lassativo e un buon purgante. Giova nell’idropisia addominale ed epatica, stipsi (stitichezza) cronica, inerzia intestinale, stipsi da insufficienza epatica.

Preparazioni e dosi.

Infuso di una cucchiaiata di erba per tazza. Duo o tre al giorno. Lassativo o purgante, una o due tazze a digiuno. Dosi esatte: infuso di 5 grammi ogni 100 d’acqua bollente per 18 minuti d’infusione.
Le foglie seccate all’ombra mantengono a lungo le proprietà purgative. Fresche se ne usano da 6 a 12 grammi per tazza.
Alcoolatura 5-15 gocce in bibita mucillaginosa.
Polvere 1-2 grammi come lassativo.
Succo (15% di sciroppo semplice).

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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