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TRIGONELLA FIENO GRECO
Nome botanico latino. Trigonella foenum graecum L.
Famiglia botanica. Papilionacee/Leguminose.
Sinonimi botanici. Foenum Graecum officinale Moench.
Significato del nome. Trigonella viene dal greco trìganos = triangolare, da treis = tre e gonìa = angolo, come allusione alla forma della corolla il cui stendardo e le ali patenti hanno la forma di un triangolo. Poi passò al latino, trigonum = triangolare. Foenum-Graecum a testimoniare l’antica provenienza orientale di questa pianta.
Nomi internazionali. It.: Fieno Greco; Fr.: Trigonelle Fenum-Grec; Ingl.: Fenugreek; Ted.: Gel-Bicher; Sp.: Fenigrech.

Nomi dialettali. It.: Erba medica (ma non si deve confondere con la Medicago sativa L.), Fen grech, Fèin grech, Grech, San fen, Fenu grecu, Pisu molentinu, Cafè Messico, Fenu gregu;
Fr.: Fènugrec, Trigonelle, Saine graine, Foingrec;
Ted.: Seibestein, Griechisc Heu;
Sp.: Albolga, Alfoja, Alforza, Alholva, Semigrec.


Distribuzione geografica. Coltivata come foraggio. Abita la regione mediterranea, Europa centrale, Africa del nord, Siria, Cina. Originario dell’Asia occidentale, è coltivato ed anche spontaneo in Egitto, Marocco, Abissinia, India, e in Italia nelle zone costiere e submontane, quali la Liguria, Toscana, Sardegna e Sicilia.

Descrizione botanica. Pianta erbacea annuale pubescente, la cui altezza raggiunge i 40-50 cm. al massimo. Radice a fittone, semplice, sottile e gracile. Cauli eretti, ramosi dalla base o semplici, fistolosi, scanalati con un leggero velluto. Foglie brevemente picciuolate, alterne, pennate, glabre, costituite di 3 foglioline obovate o oblunghe, accompagnate da stipole lanceolate, intere, acuminate. Fiori biancastri o giallastri, sessili, gemini all’ascella fogliare o solitari. Il calice è campanulato a 5 lobi eguali, più corti del tubo, lineari lanceolati. Stendardo più lungo delle ali, questi simula una corolla a tre petali; carena arrotondata e brevissima. Dieci stami diadelfi. Ovario pluriovulato, diritto. Stilo glabro, filiforme. Stimma ottuso. Il frutto (legume) lineare compresso, glabro, interiormente concavo. I semi a testa liscia sono nel numero di 12-15, amari. Odore caratteristico, fastidioso, simile al tartufo.
Tempo della fioritura. Giugno-luglio.
Parti usate. I semi.

Tempo balsamico o della raccolta. Da luglio ad agosto, sino alla maturazione.

Composizione chimica. Fra i componenti principali vi sono l’alcaloide piridinico trigonellina (coffearina, caffearina, ginesina e trigenollina) che per la prima volta fu isolato dai semi da Jahns e fu poi rintracciato nei semi di Cannabis sativa L., Pisum sativum L. Strophanthus kombè Oliver e nel caffè. Colina, acidi nicotinico e nicotico, proteine, mucillagine, che si scinde in mannosio e galattosio; un olio fisso composto degli acidi beenico, oleico, palmitico, stearico, arachidico. Cellulosa, fitina, enzimi, sali minerali contenenti fosforo, manganese, ferro, calcio, magnesio, potassio, zolfo, sodio, silicio, nitrati, carbonati e cloruri; una saponina, olio etereo. Nella frazione insaponabile dell’olio, si è riscontrato un principio non identificato chimicamente, dotato di proprietà galattogoghe.
Azione farmacodinamica. Analettica, antiflogistica, emolliente, emopoietica, ingrassante, tonica, galattogena.
Applicazioni terapeutiche. Il Fieno greco era conosciuto da Dioscoride e dai medici arabi con il nome di Holba. Le donne dell’antico Egitto la usavano per ingrassare. Ha dato vantaggi nel trattamento degli stati linfatici e anemici e nella diatesi artritica, fenomeno che si può attribuire alla presenza delle diverse sostanze steroliche che potrebbero agire come si suppone per l’Agrimonia, l’Elicriso e altre droghe dotate di azione antiartritica e nelle quali sono state trovate appunto le sostanze triterpeniche e steroliche. Sotto questo aspetto, il Fieno greco si consiglia nella gotta, linfatismo, osteolinfatismo, rachitismo infantile, scrofole, tubercolosi ossea dei bambini, stati pretubercolari. Pure interessanti risultati si sono avuti nel trattamento della magrezza anorganica, nelle diverse forme di astenia legate a manifestazioni nervose e diatesiche, conseguenti a malattie infettive, dove si è migliorato il metabolismo, con aumento dell’appetito e delle condizioni generali. Utile perciò nella convalescenza, anemia, clorosi, esaurimento fisico, marasma infantile. Nelle diete dei tubercolotici. La droga agisce pure molto bene nel diabete, enterocolite, gastroenteriti, rectocolite. Il Fieno greco elimina gli ascaridi, ossiuri, tricocefali. E’ quindi un antielmintico senza dare intossicazioni.


Preparazioni e dosi. Riassunto.

Polvere antielmintica: un cucchiaino da caffè di semi ridotti in polvere e fatti macerare per 24 ore in una tazza di acqua. Dopo due ore dalla somministrazione prendere una dose di olio di ricino.
Polvere ricostituente: semi pestati in un mortaio di rame sino a ridurli a farina sottile, mescolata con olio di oliva puro o zucchero polverizzato. Proporzioni: farina di semi di fieno greco mezza tazza, zucchero in polvere, due cucchiai da zuppa, olio di oliva tre cucchiai. All’inizio della cura, un cucchiaio a digiuno, aumentare poi poco alla volta, sino a mezza tazza, per sostituire la colazione del mattino.
Acqua di trigonella: 2-8 grammi di semi lasciati in immersione per 24 ore in un litro d’acqua; questa bevanda ha proprietà depurative, diuretiche e stimolanti l’appetito.
Estratto fluido (gr. 1 = XLVI gocce). Dosi: gr. 0,2-1 più volte al giorno.
Infuso: 5%. Riposo 2 ore. Dosi: 2-4 tazzine; al 10% per iniezioni, clisteri, applicazioni.
Tintura: estratto fluido fieno greco gr. 20, alcool di 30°, gr. 80. Dosi: gr. 1-5 pro dose.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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