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Nome botanico latino. Menyanthes trifoliata L.
Famiglia botanica. Genzianacee.
Significato del nome. Dal greco men: mese e anthos: fiore; nel senso della durata della fioritura.
Nomi internazionali. Fr.: Menyanthe Trefle-d’eau; Ingl.: Buckbean; Ted.: Fieberklee; Sp.: Trebol fibrino.
Distribuzione geografica. Stagni, laghetti, torbiere, praterie umide in tutta Europa, dal piano alle Alpi ed Appennini.
Descrizione botanica. Pianta acquatica vivace, alta 20-45 cm, glabra. E’ spontanea, cespitosa, con rizoma strisciante orizzontale, grosso, carnoso e cortino; foglie composte di tre foglioline ovali, lucide. I fiori sono rosei in racemi ascellari dal lungo e sottile gambo. Capsula globoide con semi lenticolari gialli numerosi.
Tempo della fioritura. Dall’aprile a giugno.
Parti usate. Tutta la pianta, foglie, radici.
Tempo balsamico o della raccolta. Settembre- ottobre. Le foglie in aprile-giugno.
Corrispondenza astrologica. Giove-Marte-Cancro-Scorpione.
Composizione chimica. Le foglie contengono un principio amaro: la meliatina; il rizoma produce come amaro la loganina che è identica a quella della Noce vomica. La meniantina si trova in tutta la pianta. Il Trifoglio fibrino contiene pure del manganese, un po’ di jodio, materie tanniche, eteri dell’alcool cerilico, fitosterina, un olio grasso, colina, zucchero invertito, acido fosforico e una quantità di ferro. Acidi acetico, formico, palmitico, butirrico. Genzianina (glicoside). In maggio la pianta ha la maggior percentuale di glucosio e secondo certi autori è questo il mese opportuno della raccolta.
Azione farmacodinamica. Purifica il sangue. Attiva l’appetito e le funzioni organiche di eliminazione. Aumenta la fluidità della bile. Tonico stomachico e calmante nervoso, specialmente associato con la menta e la Valeriana. Stimolante, analettico, astringente, carminativa, emocatartica.
Applicazioni terapeutiche. Elimina le impurità della pelle. Aumenta l’appetito. Cura la gotta, l’artritismo. I suoi effetti principali si fanno sentire sulla nutrizione, le funzioni dello stomaco e del fegato. L’infusione di foglie cura l’amenorrea, l’insufficienza di fegato e i disturbi digestivi. Ottimo nell’anemia, cefalea congestiva, clorosi, dismenorrea, dispepsia normale e flatulenta, eczema da anemie, eczema da dispepsia, eritema polimorfo, febbre epatobiliare, febbri intermittenti, gastosuccorrea, itterizia, linfatismo, prurito itterico, scorbuto, rachitide, scrofola, stomatite.
Preparazioni e dosi. Internamente, in infusione di una cucchiaiata di pianta per tazza d’acqua bollente. Due o tre al giorno. Più precisamente:
infuso 5%, riposo 15 minuti. Una tazzina ai pasti.
Tintura 30-50 gocce.
Estratto alcoolico 1-5 grammi.
Polvere 1-2 grammi.
Sciroppo 25-100 grammi.
Estratto fluido 2-3 grammi.
Vino (4% per 7 giorni in macerazione).
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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