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SANTOREGGIA
Nome botanico latino. Satureja montana L.
Famiglia botanica. Labiate.
Sinonimi. Saxifraga secunda Cam., Thymbra montana Dod.

Significato del nome. Dal latino satura = intingolo, nel senso che veniva impiegata come condimento e per le sue proprietà aromatiche.
Nomi internazionali. It.: Santoreggia; Fr.: Sarriette des montagnes; Ingl.: Savory; Ted.: Berg Pfefferkraut; Sp.: Sejurida de monte.
Nomi dialettali.  Erba acciuga, Erba peverina, Tùmau gianco, Pèore d’aze, Santurina, Serèa, Segrezoela salvadega, Isopo selvatico, Basilicò salvadego, Timo, Tume, Salugèe, Perdòn.


Distribuzione geografica. Pendii rocciosi e soleggiati, coste aride, nelle zone montane dell’Europa meridionale, Caucaso, Algeria, Australia.
Descrizione botanica. Pianta suffrutice, aromatica, alta 15-40 cm. Radice cilindrica, legnosa, fibrosa. Rami e fusti eretti o ascendenti, radi e pubescenti. Foglie coriacee, opposte, lucenti e verdi, glabre, sessili, lineari-lanceolate, intere, cigliate, le superiori acuminate, le inferiori mucrunate. Fiori rosa o bianchi, riuniti in glomeruli di 2-7 tutti vicini per formare una lunga inflorescenza unilaterale, terminale. Brattee cigliate, acuminate, lineari-lanceolate. Calice a 5 denti triangolari-lanceolati, acuminati, calice tuboloso. Corolla bilabiata a tubo cilindrico, il labbro superiore eretto, alle sommità ha il piano smargiato, l’inferiore è composto di tre lobi piani, quasi uguali, ottusi. Quattro stami didinami. Antere a due logge. Stilo bilobato. Gli acheni sono lisci.
Tempo della fioritura. Luglio-ottobre.
Parti usate. Tutta la pianta senza la radice.
Tempo balsamico o della raccolta. All’inizio della fioritura.
Corrispondenza astrologica. Vergine, Mercurio.
Composizione chimica. Una essenza contenente carvacrolo, timolo, un fenolo imprecisato, mentone, carvone, linalolo, borneolo, serpinolo, alcool dididrocuminico, paracimene, dipentene, eteri. Tannino, resina, sostanza grassa.
Azione farmacodinamica. Antispastica, afrodisiaca, antisettica, coleretica, carminativa, cicatrizzante, disinfettante del tubo gastrointestinale, antiputrida, digestiva, stimolante generale dell’intelletto e soprattutto delle ghiandole cortico-surrenali. Espettorante, stomatica, tonico-digestiva, vermifuga.
Applicazioni terapeutiche. Achilia, anoressia, atonia degli organo digestivi, colo-stasi, convalescenze, astenia intellettuale e sessuale, digestioni difficili, dolori gastrici nervosi, diarrea, fermentazioni intestinali, gorgoglii di intestini, spasmi intestinali, gastralgie, gastroenteriti, inappetenza, insufficienza biliare, ipocloridria, ittero catarrale, meteorismo, spasmi gastro intestinali, stomatiti, vomito acido, parassiti intestinali, asma, bronchiti. Per uso esterno giova nella sordità e nelle piaghe.

Preparazioni e dosi.

Infuso: sommità fiorite gr.5, acqua bollente una tazza o 100 gr. Fare infondere per 10 minuti. Tre tazze al giorno, prima o dopo i pasti.
Essenza: 5 gocce, due o tre volte al giorno, alla fine dei pasti su una zolletta di zucchero.
Estratto fluido: 2-5 gr.
Tintura: 1-3 gr.
Vino: 20-80 gr.
Polvere 2-5 gr.

Uso esterno: infuso della pianta. 25-30 gr. per 1 litro d’acqua. In lozioni, compresse nelle piaghe.

Contro la sordità: 3-4 gocce del succo di Santoreggia nell’orecchio, 3 volte al giorno, e una di queste medicazioni al momento di andare a letto.
Il vino si usa come colluttorio, ulcerazioni della bocca o della gola. L’essenza frizionata nei denti cariati, fa da antinevralgico. La stessa cosa una goccia di essenza nell’orecchio.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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