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SAMBUCO

Nome botanico latino. Sambucus nigra L.
Famiglia botanica. Caprifoliacee/Sambucee
Significato del nome. Sambucus, dal greco sambuca = strumento musicale (un flauto costruito con i rami cavi della pianta); nigra: per le drupe o frutti neri.
Nomi internazionali. It.: Sambuco; Fr.: Sureau noir; Ingl.: Elder; Ted.: Schwarzer Holun; Sp.: Canillero.
Nomi dialettali. Sambuco nostrale, Sambrugo, Sanbù, Seuic, Saùgo, Sajuch moru, Saùcu niuru, Samucu mascu, Sammucu, Sambugaro, Savucu, Zambuco.

Distribuzione geografica. E’ spontaneo in tutta l’Europa media e meridionale, Marocco, Asia occidentale. Da noi nei luoghi erbosi e umidi, frequente nelle siepi e nei ruderi, presso i villaggi, meno frequente lungo i corsi d’acqua e nei boschi, dalla pianura alla zona subalpina, Sicilia e Sardegna.

Descrizione botanica. Arbusto o piccolo albero spontaneo e coltivato, alto da 3 a 10 metri, molto ramoso. Fusti erbacei o legnosi, eretti, coperti di una scorza rosso-brunastra. Foglie opposte, composte-imparipennate, con foglioline ovate, ovato-lanceolate o ovali-ellittiche, irregolarmente seghettate e acuminate. Fiori bianco-giallastri, profumati, numerosi, in ombrelle composte terminali. Calice con 5 stami, ovoide. Corolla a 5 lobi, rotata. Stami 5. Ovario a 3 logge uniovulate. Tre stimmi sessili. La bacca (frutto), carnosa, globosa e nera.
Tempo della fioritura. Maggio-luglio.


Parti usate. Le infiorescenze liberate dall’asse, la seconda corteccia e le bacche.
Tempo balsamico o della raccolta. I fiori a giugno, la corteccia in ottobre e le bacche quando sono mature.
Corrispondenza astrologica. Venere, Luna, Mercurio, Nettuno, Bilancia

Composizione chimica.

Fiori: mucillagine, sambucina (alcaloide) sambucigrina (glucoside cianidrico) che attraverso il processo della idrolisi dà acido cianidrico, aldeide benzoica e glucosio; un fermento, eldrina simile alla rutina, tannino, resina, acido malico, valerianico, colina; un olio essenziale che contiene idrocarburi (terpene, tricosano) ed acido palmitico.
Corteccia: tannino, sambucina, una resina lassativa, essenza, sambucigrina, nitrato di potassio.
Bacche: acido acetico, malico, vinico e tartarico, zucchero, vitamina C, acido tannico, pentosano e materia colorante.

Azione farmacodinamica. Fiori: diaforetica, diuretica, antiurodinica, emolliente, topica, galattogena. Corteccia: declorurante, urocolitica; diuretica. Bacche: antinevralgica, diuretica, lassativa.
Applicazioni terapeutiche. Fiori: amigdalite, blefarite, bronchite cronica, cistite, disuria, esantemi, influenza, ipogalattia, pielite, reumatismo, stranguria. Corteccia: anasarca, ascite, cirrosi epatica, colemia, disuria, edemi intracutanei, idropisia, male di Bright, uricemia. Bacche: cellulalgia, clorosi, collemia, idropisia, pletore, stipsi, emorroidi.

Preparazioni e dosi.

Riassunto.

Decotto: due pugni della seconda corteccia di sambuco, acqua 1 litro, bollire sino a ridurre a metà. Bere tutto ogni giorno, dopo aver colato. E’ un rimedio contro la nefrite, l’idropisia. Per lo stesso scopo 100-150 gr. di bevanda fatta con 150 gr. di corteccia media di rami macerata per 48 ore in un litro di vino bianco. Filtrare. Bere da 80 a 120 grammi.

Stitichezza: decotto di 5-10 gr. di bacche per 100 gr. d’acqua, filtrare e bere. E’ un buon lassativo. Per ottenere un effetto purgativo bere un decotto fatto con gr. 10 di foglie in 200 gr. d’acqua.

Eruzioni cutanee, diarrea, colica: bere la sera un’ora prima del pasto ed al mattino a digiuno per 15-20 giorni, una tazzina di decotto fatto con 6-8 foglie fresche, bollite 10 minuti. Oppure prendere un infuso caldo composto di 10-15 gr. di fiori in 200 d’acqua bollente.

Gotta ai piedi o alle mani: fare dei pediluvi o immersioni in un decotto di fiori.

Emorroidi: tre volte al giorno applicare un cataplasma sulla parte dolorante, preparandolo con gr. 4 di foglie fresche, gr 1 di allume in polvere e gr 20 di unguento populeo.

In generale, si può usare la Tintura: 2-5 gr. al giorno.

Estratto secco: 0,25-1 gr.

Succo: 15-20 grammi pro die. Succo delle bacche naturalmente.

Infuso di fiori: grammi 5 in un litro d’acqua, uno o due cucchiai in acqua calda: provoca abbondante sudore depurativo e libera dalle infiammazioni dell’apparato respiratorio.

Decotto di corteccia molto efficace come diuretico: grammi 100 di corteccia in gr. 500 di acqua. Produce molta urina senza provocare effetti dannosi secondari.

Vino di Sambuco: gr. 200 di corteccia a macero per 48 ore in un litro di vino bianco da filtrare e far riposare. Se ne bevono gr. 100 al giorno. Anche questo è un forte diuretico.

Decotto di foglie fresche e tritate per depurare il fegato e i reni e curare la stitichezza ostinata: grammi 6-8 bollite 10 minuti in mezzo litro d’acqua, bevendone mezza tazza ogni mattina.

Aceto di Sambuco: gr. 10 di fiori freschi a macero in un litro di aceto vero per 16 giorni. Filtrare e consumare grammi 5-10 in acqua calda zuccherata. Si prescrive contro i raffreddori, reumatismi e gotta. Gli impacchi di fiori o i bagni servono esternamente nella gotta, erisipela ed emorroidi.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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