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SABINA

Nome botanico latino. Juniperus sabina.
Famiglia botanica. Conifere.
Significato del nome. Dal latino junix = giovenca, e pario = partorisco: questa denominazione fu data perché veniva somministrata alle mucche per rendere facile il parto. Sabina, anche perché ai Romani proveniva dalla omonima regione.
Nomi internazionali. It.: Sabina; Fr.: Genevriere sabine; Ingl.: Savin; Ted.: Sadebaum; Sp.: Sabina.
Nomi dialettali e sinonimi. Falso ginepro, Falso tamerice, savigna, zabina, scruppitilli, savina, cipresso dei maghi, pianta dannata, sprelone.

Distribuzione geografica. E’ sporadica qua e là nei boschi e le rupi specialmente granitiche della regione montana ed appenninica. Zone di montagna dell’Europa, Africa settentrionale, America settentrionale, Giappone. Si coltiva nei parchi come ornamento.


Descrizione botanica. Arbusto sdraiato, o eretto, molto ramificato, alto da 1 a 4 metri. La sua corteccia si distacca con facilità dal tronco. I suoi rami sono eretti e di color verde scuro e subcilindrici, sottili, gracili, flessibilissimi allo stato fresco. Foglie in verticilli persistenti, verdi, ineguali, squamiformi, embricate su quattro file, ovali acute, con una ghiandola ellittica disposta sul dorso. Le sue infiorescenze sono mascoline ovoidali, disposte lateralmente lungo i giovani rami e poco voluminose. E’ una pianta monoica. I frutti o galbuli solitari, brevemente stipati, composti, globosi, di colore azzurro-brunastro, ricoperti da una pruina cerosa biancastra. I semi sono rugosi, piccoli, ovali-ellittici. Tutta la pianta stropicciata emana un odore penetrante, potente, che somiglia alla trementina ed ha un sapore bruciante, amaro e acre.

Tempo della fioritura. Aprile-maggio.
Parti usate. Le sommità dei giovani rami e le foglie.
Tempo balsamico o della raccolta. In tutte le stagioni, ma è preferibile da marzo a maggio.
Corrispondenza astrologica. Vergine, Bilancia, Scorpione. Saturno, Sole, Mercurio, Urano.

Composizione chimica. Olio essenziale composto in prevalenza di terpeni: pinene, cadinene, camfene, fellandrene, terpinene, sabinene, citronellolo, geraniolo, sabinolo, aldeide. Materia cerosa, clorofilla, zucchero, resina, acido gallico, pinipicrina, tannino, sali organici.
Azione farmacodinamica. Abortiva, antigottosa, antimetrorragica, antireumatica, drastica, emmenagoga, emocatartica, irritante, stimolante, topica, vermifuga.
Applicazioni terapeutiche. Via interna: acne, amenorrea, clorosi, dermatosi, eruzioni cutanee, gotta, idropisia, leucorrea, lue secondaria, metrorragie, paralisi, reumatismo, sterilità, vegetazioni veneree.
Via esterna: carcinoma cutaneo, condilomi, lupus, papule, piaghe, ulcere putride, verruche.

Preparazioni e dosi.
Riassunto:

Uso interno:

  • infuso di frondi 5 gr. per 1 litro d’acqua. Riposo 15 minuti. Bere 2-3 tazzine al giorno.
  • Polvere: mezzo grammo sino a due in ostia o vino bianco. Meglio cominciare con 0,10-1 di polvere data la pericolosità di questa erba in 4 o 5 volte.
  • Estratto fluido: 20-30 decigrammi per volta, 2-3 volte (1 gr. = 39 gocce).
  • Tintura: 10 gr. d’estratto in 90 gr. d’alcool a 30°: 1-2 grammi al giorno.
  • Sciroppo: 5 gr. d’estratto in 95 gr. di sciroppo di zucchero: 2-3 cucchiaini.
  • Essenza: 1-5 gocce nella giornata.

Uso esterno:

  • decotto: 20 gr. di sabina per 1 litro d’acqua, bollire 8 minuti, per impacchi e lavare piaghe, ulcere.
  • Olio essenziale: 2-10 gocce.
  • Soluzione: tintura al 5% di acqua, sempre per uso esterno.
  • Estratto 0,5-1 gr.
  • Tintura: 10-30 gocce.
  • Unguento come rubefacente. Polvere di sabina da cospargere sui condilomi (creste di gallo) e provocarne la caduta.

Cura delle malattie.

Essenza. Alopecia
10 gocce di essenza di sabina mescolati a 35 gr. d’alcool a 95°: pennellare la sera e il mattino le chiazze di alopecia. Contro l’alopecia seborroica si usa la polvere esternamente.

Infuso. Piaghe-ulcere (anche le sifilitiche).
Gr. 10 di sabina per 1 litro d’acqua. Fare impacchi sulle piaghe e sulle ulcere. Si può anche cospargere la polvere della pianta sulla piaga.

Estratto fluido. Per facilitare i mestrui.

Estratto fluido di sabina gr. 10, estratto fluido di ruta gr. 2, alcool a 60° gr. 20. Dosi: 10-15 gocce al giorno. Non si oltrepassino le dosi per evitare complicazioni. Le donne gestanti non devono prendere la sabina, per non abortire.
In veterinaria la sabina viene usata per l’espulsione della “seconda”.

Polvere. Condilomi (creste di gallo). La polvere cosparsa sulle creste di gallo ne provoca la caduta.

Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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