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Nome botanico latino: Passiflora incarnata.
Famiglia botanica. Passifloracee.
Significato del nome. Dal latino flos e passionis: fiore della passione, perché i suoi organi floreali nella fantasia popolare hanno fatto ravvisare gli strumenti della Passione di Gesù Cristo.
Nomi internazionali. It.: Passiflora; Fr.: Passiflore purpurine; Ingl.: Passion-Flower; Ted.: Passion-Blume; Sp.: Pasionaria.
Nomi dialettali. Fior di passione, Passion de Nossigneur, Piur d’passium, Passion del Signor, Passionèin, Sciuri di tutta la passioni, Fior de la zinco illagas, Passionèra.
Distribuzione geografica. E’ coltivata a scopo medicinale e ornamentale in Europa, ma è pianta rampicante originaria degli Stati Uniti e del Brasile, ove cresce spontanea su terreno sterile e arido.
Descrizione botanica. Si presenta come pianta erbacea suffrutice, rampicante, alta 25-100 cm. Foglie peduncolate, frastagliate in lobi ben distinti, radi. I fiori, color giallo pallido, sembrano grandi stelle e sono divisi in 10 raggi arrotondati nel centro dei quali si vedono dei chiodi e gli emblemi della Passione di Gesù, circondati da un’aureola di frange geometricamente perfette e violacee.
Tempo della fioritura. Maggio.
Parti usate. Le foglie e i fiori allo stato fresco.
Tempo balsamico o della raccolta. Maggio.
Composizione chimica. Le recenti ricerche hanno svelato degli alcaloidi, quali l’armano, armina, armolo, sostanze flavoniche. Un glucoside cianogenetico, pectina, catecolo.
Azione farmacodinamica. Anodina, antipsicastenica, antispasmodica, ipotensiva, sedativa, nervina, simpaticolitica.
Applicazioni terapeutiche. Sedativo dei nervi per calmare le eccitazioni, contro l’agitazione. Astenia psichica. Come anodina è usata per trattare varie nevralgie. Deprime alcuni centri nervosi della spina dorsale, attiva la respirazione, stimola leggermente la circolazione e riduce, solo temporaneamente, la pressione arteriosa. Corea isterica, epilessia, eretismo, esaurimento psichico, certi tipi di convulsioni con disordini spasmodici. Globo isterico. Insonnia dei convalescenti, degli alcolizzati e dei nervosi. Giova negli stati di ipereccitabilità nervosa che si palesano con angoscia, inquietudine, mancanza di riposo fisico e mentale. E’ utile nella nevrastenia del periodo di sviluppo sessuale, nei disturbi psichici del periodo mestruale e della menopausa, nel cardiopalmo di origine nervosa. E’ consigliata negli stati di squilibrio nervoso che derivano dalle alterate funzioni della tiroide. E’ utile nel singhiozzo, stress da superlavoro, sindrome psicasenica, nevrastenia, nevralgie. La Passiflora agisce senza azione di accumulo e di abitudine, perciò senza effetti secondari, sgradevoli o dannosi. Provoca un sonno quasi normale senza produrre effetti di depressione nervosa, nessuna obnubilazione della coscienza e dei sensi. Il risveglio è perfetto,, piena lucidità ed equilibrio nel parlare, pensare, agire. Assieme al luppolo vince la malinconia.
Preparazioni e dosi.
Riassunto.
Sono consigliabili le deboli dosi, così come estratto fluido: da gr. 0,25 a gr. 0,75.
- Infuso: gr. 15 di foglie e fiori mescolati, gr. 150 d’acqua bollente. Infusione in recipiente di vetro coperto per 10 minuti. Filtrare e addolcire con miele. Bevuto caldo, la sera, prima di coricarsi, conferisce il sonno sereno e riposante, con un buon risveglio senza stanchezza e senza intontimenti.
- Come tintura: gr. 20 di Passiflora estratto fluido in gr. 100 di alcool a 70°, mettere in una tazzina di Camomilla forte 30-50 gocce e bere prima di andare a letto.
La Passiflora è indicata anche ai bambini nervosi e negli stati emotivi e nutrizione turbata.
- Estratto fluido: 14-40 gocce alla volta (1 gr. = 46 gocce).
- Tintura: 20 gr. di estratto in 80 gr. d’alcool a 50°: 2-5 gr. Meglio XL-LX gocce al giorno.
- Sciroppo: estratto fluido Passiflora per sciroppo gr. 5, sciroppo semplice gr. 95. A cucchiaini.
Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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