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PAPAVERO BIANCO o SONNIFERO

Nome botanico latino. Papaver somniferum album L.
Famiglia botanica. Papaveracee.
Significato del nome. Ne ha diversi. Dal sanscrito papavara = succo pernicioso, oppure dal celtico = papa, per alludere alla pappa dei bambini mescolata al succo del papavero per farli dormire. Ne parla anche Virgilio nelle Egloghe II.,17.
Nomi internazionali. It.: Papavero bianco; Fr.: Pavot somnifère; Ingl.: Opium Poppy; Ted.: Schlaf-Mohn; Sp.: Amapola.
Nomi dialettali. Papavero domestico, Papavero indiano, Papola, papàvau, Papaver bianch, Sdòrmia, Popolana, Poupoulòn, Pupla, Maguoja, Papevar, Papambre, Papambrele, Papagne, Paparina, Cucuzzeddi di sonnu, Papyrru.

Distribuzione geografica. E’ originaria dell’Oriente, Asia minore, Iran, India, Cina, cresce spontanea nei campi, nei luoghi incolti, dal piano alle zone inferiori delle montagne dell’Europa meridionale, Grecia del nord, Bulgaria. Si coltiva per uso medicinale e nei giardini come ornamento.


Descrizione botanica. E’ una pianta annua dal fusto eretto, alto circa 1 metro, di un verde glauco, glabra. Ha la radice piccola, gracile, fusiforme. Fusto cilindrico, poco ramificato nella parte superiore, eretto, robusto. Foglie alterne, ondulate, molli, ovato-oblunghe, con nervatura mediana inferiore saliente, acuminate all’apice, irregolarmente dentate; le foglie inferiori pennatosette, mentre le superiori sono amplessicaule. Fiori lilla o bianchi, solitari, grandi, all’estremità dei rami o del fusto. Due sepali, ovali. Quattro petali. Numerosi stami, filamenti subulati. Antere compresse, ellittiche. Ovario monoloculare, libero. Capsula ovoide oppure globosa, indeiscente. I semi sono numerosi, bianchi, reniformi.

Tempo della fioritura. Giugno-luglio o in maggio-luglio.
Parti usate. I capi o cassule (testa del papavero), il lattice (oppio) che scola dopo l’incisione delle cassule non ancora mature, incise superficialmente in senso obliquo.
Tempo balsamico o della raccolta. Le teste, in giugno-luglio; l’oppio in luglio-agosto.
Corrispondenza astrologica. Saturno, Ariete, Vergine.

Composizione chimica. Malgrado il frutto inciso fornisca l’oppio, cioè un lattice ricco di alcaloidi, quando giunge alla maturazione la sua composizione pur ricordando l’oppio, è meno potente per la proporzione dei suoi componenti. La morfina dal 3-20%, codeina 0,2-2%, narcotina 2-10%, questo nell’oppio. Nelle capsule mature senza semi si ha lo 0,3% circa di alcaloidi totali, tra i quali morfina, codeina, e narcotina, salificati con acido meconico, citrico e tartarico. Per riepilogare, dirò: l’oppio contiene: codamina, codeina, criptopina, idrocotarmina, gnoscopina, lantopina, laudanidina, laudanina, laudanosina, meconidina, morfina, narceina, narcotina, neopina, ossinarcotina, papaveramina, porfirossina, protopapaverina, papaverina, protopina, pseudomorfina, rheadina, tebaina (alcaloidi) e acidi meconico, lattico, acetico, fosforico e solforico; sostanze proteiche, cera, grassi, resina, sali di magnesio e di calcio.
Azione farmacodinamica. Oppio: antalgica, antispasmodica, euforica, eupneica, ipnotica, narcotico-sedativa. Teste: narcotico-sedativa.
Applicazioni terapeutiche. Oppio: Angina pectoris, angoscia dei nevrastenici, asma bronchiale e cardiaca, ansietà, cerebrastenia, coliche saturnine, dispnea cerebrale, emottisi, enteralgia, gastralgia, insonnia, melanconia, nevralgia, nevrite, psicosi depressiva, spasmi. Teste: insonnia, spasmi gastrointestinali. In genere, il Papavero è un analgesico per eccellenza perché l’oppio rimuove e mitiga i dolori di qualsiasi origine; deprimendo il centro nervoso della tosse, da solo o associato con altre droghe è di valido aiuto nei disturbi polmonari. Le capsule, benché con una forza assai minore, servono come l’oppio e perciò come potenti spasmolitici e sono indicate nelle coliche biliari, gastrointestinali, renali, uterine e negli accessi di asma. Gli antichi alchimisti egiziani di Tebe, usavano il Papavero per fare potenti tinture.
Controindicazioni. Età infantile e senile. Stati infettivi e febbrili. Coprostasi (ritenzione di feci nell’intestino).
Incompatibilità. Vedi il capitolo sulle incompatibilità di tutte le droghe trattate in questo libro.

Preparazioni e dosi.

  • Infuso: un grammo di teste o capsule secche (prive di semi) per 100 grammi d’acqua. Da somministrarsi poco alla volta durante la giornata, per evitare avvelenamenti.
  • Decotto: 1% bollire 8 minuti. A cucchiai. Sempre di teste.
  • Compresse, colluttori, irrigazioni: 2% bollire 8 minuti. Sempre di teste.
  • Oppio: polvere da 0.02 a 0,05 gr.
  • Oppio tintura: 20 gr. d’estratto in 80 gr. d’alcool a 20°: 3-5 gr per volta. Dose massima 10-15 grammi nella giornata.
  • Oppio estratto fluido (con titolo chimico inferiore allo 0,05 di morfina) (gr. 1 = XL gocce). Dosi: XXX-XL gocce al giorno, 3-4 volte pro die.
  • Sciroppo di oppio: estratto fluido di papavero gr. 5, sciroppo semplice di zucchero gr. 95. Dosi: un cucchiaino 2-3 volte al giorno.
  • Laudano (di Sydenham) 0,050 gr.
  • Elisir paregorico: 20-30 gocce.


Non è possibile passare sotto silenzio l’uso in caso di emergenza, di un papavero comune, a portata di tutti, chiamato Rosolaccio o Papaver rhoeas L.

Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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