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Nome botanico latino. Urtica dioica L.
Famiglia botanica. Urticacee.
Significato del nome. Dal latino urere: bruciare, perché questa pianta ha i peli che bruciano.
Nomi internazionali. It.: Ortica maschia; Fr.: Ortie dioique; Ingl.: Stinging Nettle; Ted.: Grosse Brennessel; Sp.: Ortiga mayor.
Sinonimi botanici. Urtica major Fuchs; Urtica urens maxima Blachw.
Nomi dialettali. Orticone, Canape della Svezia, Ortiga, Ortia, Erba ca foura, Erba dij borgnou, Vertiga, Ortiga garganella, Otigòn, Ardica, Reddica, Rittica, Agenita, Sclidra, Ginita, Ardicula, Ortija mascu, Urziau, Occiau, Pistidduri, Pustica, Pizzanti mascu, Pitiga-Pitiga.
Distribuzione geografica. E’ un’erba comunissima, si trova nelle strade di campagna, macerie, siepi, margini dei fossi, vecchi muri, boschi, campi incolti, dal mare alla regione alpina, in tutta Italia, nelle montagne superiori dell’Europa, Africa settentrionale, Stati uniti, Asia, Oceania sino a 3100 m. sul livello del mare.
Descrizione botanica. Piante perenne erbacea, alta da 50 a 150 cm. E’ ricoperta di peli rigidi e pungenti che secernono acido formico, un liquido caustico. Rizoma lungo, strisciante, con fibre radicali ai nodi. Fusto robusto, eretto, tetragono, fibroso. Foglie semplici, opposte, con lungo picciuolo, ovato-lanceolate, lungamente acuminate e col margine profondamente dentato, sovente cordate alla base. Stipole ovali-acuminate, membranacee. I fiori sono verdi, piccoli, monoici, raramente dioici, disposti in glomeruli e vengono a formare lunghe spighe ascellari pendenti. Fiori staminiferi forniti di perianzio con 4 divisioni. Fiori pistilliferi con perianzio di 4 sepali eretti. L’ovario è libero. Uno stimma, sessile. Un piccolissimo achenio, con albume carnoso che circonda l’ovario.
Tempo della fioritura. Mesi di giugno e agosto.
Parti usate. Tutta la pianta.
Tempo balsamico o della raccolta. Aprile-settembre.
Composizione chimica. L’analisi qualitativa ha rivelato: tannino, mucillagine, un glucoside, acido formico e silicico, lecitina, materia colorante, fitosterina, nitrati di calcio e di potassio, acido gallico, cloro e zolfo. I peli sono pieni di una sostanza irritante aldeidica.
Azione farmacodinamica. Antiflogistica, antiforfora, anti-idropica, antireumatica, astringente, cicatrizzante, diuretica, emopoietica, emostatica, eutrofica, ipoglicemizzante, litontritica nefro-biliare, vasocostrittrice della periferia.
Applicazioni terapeutiche. Acne dei giovani, anemia, clorosi, colosuccorrea, diabete, diarrea cronica, eczema da nefrite, efflorescenza cutanea, ematuria, emorroidi, emottisi, enterocolite muco-membranosa, esantemi, gotta, ipogalattia, leucorrea, lichene, litiasi biliare, metrorragia, nefrite cronica, poliuria, psoriasi, renella, ulcera gastroduodenale.
Preparazioni e dosi.
Riassunto.
- Decotto: tutta la pianta da 5 a 60 gr. per 1 litro d’acqua. Bollire 12 minuti. Colare e bere 2-4 tazzine al giorno.
- Infuso: al 3-10%.
- Succo fresco delle foglie: 30 gr. in poca acqua e zucchero.
- Estratto fluido: 2-5 gr. (1 gr. = 31 gocce).
- Tintura: 20 gr. d’estratto fluido in 80 gr. d’alcool a 20°: 10-30 gr. al giorno.
- Sciroppo: 10 gr. d’estratto in 90 gr. di sciroppo semplice. Dosi: gr. 20-50 al giorno.
- Il succo fresco usato per frizionare il cuoio capelluto, favorisce la crescita dei capelli e ferma la seborrea.
Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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